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Hire a guide, climb safe! è il titolo della campagna di sensibilizzazione della quale il Comune di Valtournenche si è fatto promotore.

A seguito del l’elevato numero di incidenti occorsi ad alpinisti, nel corso dell’estate 2018, il Comune ha coinvolto la Fondazione Montagna Sicura, il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, il Soccorso alpino valdostano e la Società Guide del Cervino nell’elaborazione di un’iniziativa rivolta a tutti coloro che desiderano scalare il Cervino. È stata presentata nel corso di una conferenza stampa, svoltasi giovedì 30 agosto.
Il sindaco Jean-Antoine Maquignaz ha parlato della responsabilità morale, come Amministrazione e come comunità, della situazione cheti sta creando: «C’è un problema di conoscenza e uno di preparazione. Ferma restando la libertà di ognuno, bisogna favorire un approccio consapevole e sicuro alla montagna».
Nicole Maquignaz, vicesindaco di Valtournenche, ha spiegato che la campagna è semplice e di facile lettura. Realizzata da Paolo Chiaramello, mostra una guida alpina che tende la mano al suo cliente mentre i due sono legati alla parete. «Abbiamo scelto l’inglese perché è largamente diffuso. Abbiamo scelto un’immagine non drammatica né terroristica, nell’auspicio che possa contribuire a salvare qualche vita. Siamo infatti consapevoli che il rischio zero non esiste ma anche fiduciosi che, proseguendo in questa nostra azione ed estendendola con ulteriori attività, potremo ottenere i risultati sperati», ha spiegato.
La guida alpina Christian Zanolli, in rappresentanza della Società delle Guide del Cervino, ha ricordato che, nell’estate 2018, tre persone sono morte al di sopra della Capanna Carrel e quattro al di sotto. Ha precisato che si è trattato di incidenti probabilmente dovuti a inesperienza e alla scarsa o nulla informazione sulle condizioni meteo e della montagna. «Dobbiamo incentivare le persone ad affidarsi alle guide alpine, che sono i professionisti della montagna, migliorando la loro esperienza in altitudine», ha affermato.
«Infatti - ha aggiunto Massimiliano Giovannini, comandante del Soccorso alpino della Guardia di Finanza - una guida alpina non solamente permette di vivere l’avventura dell’ascensione in sicurezza ma anche di godere appieno di una bella esperienza arricchente».
Giuliano Trucco, guida alpina ed ex responsabile del Soccorso alpino valdostano, ha espresso l’angoscia del soccorritore quando sa che vi sono persone in difficoltà ma è tuttavia consapevole dei rischi ai quali espone se stesso: «Il Cervino è una montagna difficile, dunque favorire la consapevolezza permette anche di non mettere a repentaglio la vita dei soccorritori e di non porre a carico della collettività costi ingiustificati».
Jean-Pierre Fosson, segretario generale di Fondazione Montagna Sicura,  ha annunciato che - proprio in ragione dei numerosi incidenti verificatisi sul Cervino ma anche sulle altre vette - da 15 giorni è stata ripresa la pubblicazione del bollettino sulle condizioni in montagna. Ha aggiunto: «Non bisogna mai smettere di educare, mentre bisogna prendere atto che il cambiamento climatico produrrà un aumento delle temperature di almeno tre gradi entro la fine del secolo. Pertanto i fattori di rischio aumenteranno progressivamente». Ha auspicando che questa iniziativa di sensibilizzazione sia replicata dalle altre località alpine, in un contesto di sistema.
Sicurezza in montagna è dunque essere correttamente informati sulle situazioni ambientali e meteorologiche, essere adeguatamente attrezzati ma anche avere la possibilità di trovare strutture pronte ad accogliere gli alpinisti, in caso di necessità. Il parroco di Valtournenche e guida onoraria Paolo Papone ha ripercorso 150 anni di storia in tal senso, sul versante italiano e su quello svizzero: «Il Cervino è stato colonizzato subito dopo la sua conquista e si è subito cercato di impostare soluzioni per aiutare le persone a salire in sicurezza. Il canonico Georges Carrel, aveva promosso l’apertura di una capanna sin dal 1865. L’intervento più recente la ricostruzione della Hörnlihütte, nel 2015». Ha quindi suggerito di allestire un bivacco di emergenza “piccolo e scomodo” all’altezza della Cravate della via normale: tale da non incentivarne l’utilizzo se non in situazioni salva-vita.
La campagna è articolata in manifesti, locandine e cartoline che saranno distribuite in tutti i locali di accoglienza sul territorio di Valtournenche e Breuil-Cervinia. Sarà effettuata una veicolazione del messaggio anche tramite i social network.

 

acquedotto

Acquedotto numero verde

rifiuti

Numero Verde Rifiuti

illuminazione

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